Indagine supplementare su gru e apparecchi di sollevamento: obblighi e come si esegue

Una gru che ha superato i vent'anni di esercizio può continuare a lavorare, ma non solo con le verifiche periodiche. Il datore di lavoro deve far eseguire un'indagine supplementare che accerti lo stato della macchina e stabilisca per quanto tempo potrà ancora operare in sicurezza. Nel linguaggio di cantiere e di stabilimento è la verifica ventennale. In un precedente articolo abbiamo trattato il caso del carroponte; qui vediamo gli altri apparecchi di sollevamento: gru a torre, gru su autocarro, gru mobili, gru a portale e gru portuali.

Cosa prevede il D.M. 11 aprile 2011

Il decreto disciplina le verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro elencate nell'Allegato VII del D.Lgs. 81/08. Per gli apparecchi di sollevamento materiali di portata superiore a 200 kg introduce l'indagine supplementare: un'attività che deve individuare vizi, difetti o anomalie prodotti dall'uso dell'attrezzatura messa in esercizio da oltre vent'anni e stabilire la vita residua, cioè il periodo in cui la macchina potrà ancora operare in condizioni di sicurezza, eventualmente con una nuova portata nominale.

Tre punti pratici:

  • i vent'anni si contano dalla messa in esercizio, non dalla data di costruzione;
  • l'indagine è a carico del datore di lavoro e va affidata a un ingegnere esperto;
  • la relazione va messa a disposizione del soggetto che esegue la verifica periodica: senza di essa la verifica di un apparecchio con più di vent'anni non può avere esito favorevole.

Quali apparecchi riguarda

L'obbligo vale per tutti gli apparecchi di sollevamento materiali soggetti a verifica periodica con portata superiore a 200 kg. I casi più frequenti:

  • gru a torre, fisse o montate su binari, spesso smontate e rimontate molte volte;
  • gru su autocarro e gru idrauliche articolate;
  • gru mobili e autogru con braccio telescopico o tralicciato;
  • gru a portale, a cavalletto e a bandiera;
  • gru portuali e scaricatori, dove la fatica è quasi sempre il problema principale;
  • carriponte e paranchi, trattati nell'articolo dedicato.

Come si esegue

Il metodo è lo stesso per tutti gli apparecchi; cambiano i punti su cui concentrare i controlli.

  1. Documentazione e storia di esercizio. Libretto, manuale, disegni e calcoli quando disponibili, verbali delle verifiche periodiche, registro dei controlli, riparazioni, modifiche e incidenti. Con l'utilizzatore si ricostruisce l'uso reale: carichi sollevati, ore di lavoro, cicli, numero di montaggi per le gru a torre.
  2. Classificazione. Dall'uso reale si ricavano lo spettro di carico e il numero di cicli e si confrontano con la classificazione di progetto secondo ISO 4301-1 e FEM 1.001. Si stima così quanta parte della vita di progetto è già stata consumata.
  3. Ispezione e controlli non distruttivi. Esame visivo completo secondo UNI ISO 9927-1 e controlli non distruttivi mirati, eseguiti da operatori certificati UNI EN ISO 9712, sui dettagli più sollecitati del tipo di gru in esame.
  4. Verifiche di calcolo. Resistenza, stabilità e fatica della struttura e dei collegamenti; verifica dei meccanismi di sollevamento, rotazione e traslazione e, nelle gru idrauliche, dei cilindri e dei relativi attacchi.
  5. Vita residua e prescrizioni. Con il metodo della UNI ISO 12482 si calcola la vita residua di struttura e meccanismi. La relazione indica il periodo di esercizio ammesso, le eventuali limitazioni di portata o di uso, gli interventi necessari e il programma dei controlli successivi.

Dove guardare, tipo per tipo

Gru a torre. Collegamenti tra i tronchi della torre (perni, bulloni e relative sedi), ralla e sua bullonatura, attacchi del braccio e del controbraccio, tiranti, basamento o carrelli di traslazione. I ripetuti montaggi e smontaggi lasciano ovalizzazioni dei fori, deformazioni locali e danni da trasporto che vanno cercati elemento per elemento.

Gru su autocarro. Colonna e suo collegamento al telaio, ralla, bracci e prolunghe telescopiche, attacchi dei cilindri, stabilizzatori e loro travi. Si controllano le saldature nelle zone di concentrazione delle tensioni e lo stato del controtelaio.

Gru mobili e autogru. Braccio telescopico o tralicciato, pattini di scorrimento, ralla, telaio del carro, stabilizzatori, argani e funi. Sui bracci tralicciati è decisivo lo stato dei correnti e dei diagonali, anche per piccoli danni da urto.

Gru a portale e portuali. Nodi saldati delle travi e delle gambe, attacchi del braccio, carrelli e ruote, ancoraggi contro il vento. In ambiente marino la corrosione riduce gli spessori e anticipa la fatica: la misura degli spessori è parte essenziale dell'indagine.

Gru senza documentazione

Capita spesso che una gru con più di vent'anni non abbia più calcoli né disegni, o che sia stata modificata nel tempo. In questi casi l'indagine parte dal rilievo della struttura con laser scanner e misure dirette, dalla misura degli spessori e dall'identificazione dei materiali. Sul modello ricostruito si rifanno le verifiche come per un progetto nuovo e si ricava la classificazione compatibile con le tensioni reali. Approfondimento: reverse engineering di macchine e carriponte.

Dopo l'indagine

La relazione indica fino a quando la gru può lavorare e a quali condizioni. Se l'uso resta quello considerato, l'indagine si ripete alla scadenza della vita residua; se cambia, va aggiornata. Per le gru più impegnate conviene registrare carichi e cicli reali con un contatore dell'utilizzo: la vita residua si aggiorna con i dati misurati invece che con le stime. Vedi anche verifica ventennale del carroponte e verifiche di gru portuali e scaricatori.

Indagini supplementari a Taranto, in Puglia, nel Sud Italia e in tutta Italia

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