Verifica ventennale del carroponte: obblighi, scadenze e come si esegue

Un carroponte in servizio da più di vent'anni non può continuare a lavorare solo sulla base delle verifiche periodiche. La legge chiede al datore di lavoro un passo in più: un'indagine che stabilisca in che stato è la macchina dopo anni di esercizio e per quanto tempo potrà ancora lavorare in sicurezza. È quella che nel linguaggio di stabilimento si chiama verifica ventennale. Vediamo da dove nasce l'obbligo, quando scatta e come si esegue in pratica.

Cosa prevede la legge

L'obbligo deriva dal D.M. 11 aprile 2011, che disciplina le verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro previste dall'art. 71 del D.Lgs. 81/08. Per gli apparecchi di sollevamento materiali di portata superiore a 200 kg, il decreto introduce l'indagine supplementare: un'attività che deve individuare vizi, difetti o anomalie prodotti dall'uso dell'attrezzatura messa in esercizio da oltre vent'anni e stabilire la vita residua, cioè il periodo in cui la macchina potrà ancora operare in condizioni di sicurezza, eventualmente con una nuova portata. L'indagine è a carico del datore di lavoro, va affidata a un ingegnere esperto e il suo esito va messo a disposizione di chi esegue le verifiche periodiche.

Quando scade

I vent'anni si contano dalla messa in esercizio dell'apparecchio. Per i carriponte installati negli anni Settanta, Ottanta e Novanta la scadenza è quindi già passata, e l'indagine va eseguita prima della successiva verifica periodica: senza la relazione dell'indagine supplementare, la verifica periodica di un apparecchio con più di vent'anni non può concludersi favorevolmente. Lo stesso vale per gru a portale, gru a bandiera, paranchi su monorotaia e gru portuali che rientrano nel campo del decreto.

Come si esegue

  1. Documentazione e storia di esercizio. Si raccolgono libretto, disegni, calcoli di progetto, verbali delle verifiche, registro dei controlli e notizie su riparazioni, modifiche e incidenti. Insieme all'utilizzatore si ricostruisce come è stata usata la macchina: carichi sollevati, cicli per turno, turni di lavoro.
  2. Classificazione. Dall'uso reale si ricavano lo spettro di carico e il numero di cicli e si confrontano con il gruppo di classificazione di struttura e meccanismi secondo FEM 1.001 e UNI ISO 4301. È il passaggio che dice quanta parte della vita di progetto è già stata consumata.
  3. Ispezione e controlli non distruttivi. Esame visivo completo secondo UNI ISO 9927-1 e controlli non distruttivi mirati sui dettagli più sollecitati: saldature delle travi principali e delle testate, attacchi delle rotaie del carrello, giunti flangiati, perni e alberi dei meccanismi. Si misurano gli spessori dove c'è corrosione e si controllano usura di ruote, rotaie, funi e pulegge.
  4. Verifiche di calcolo. Si verificano a resistenza, stabilità e fatica le membrature e i dettagli saldati della struttura, e si controllano i meccanismi di sollevamento e traslazione: riduttori, alberi, cuscinetti, freni.
  5. Vita residua e prescrizioni. Con il metodo della UNI ISO 12482 si calcola la vita residua di struttura e meccanismi. La relazione conclude con il periodo di esercizio ammesso, le eventuali limitazioni di portata o di uso, gli interventi da eseguire e il programma dei controlli successivi.

Carriponte senza documentazione: il reverse engineering

Molti carriponte con più di vent'anni non hanno più calcoli né disegni di progetto, a volte nemmeno la classificazione assegnata dal costruttore. In questi casi l'indagine parte da un reverse engineering della macchina: rilievo con laser scanner e misure dirette della geometria di travi, testate e carrello, misura degli spessori, identificazione dei materiali, ricostruzione dei disegni e del modello di calcolo. Sul modello ricostruito si rifanno le verifiche come in un progetto nuovo e si ricava la classificazione di capacità, cioè il gruppo in cui la macchina può lavorare in base alle tensioni reali. Il risultato è una documentazione tecnica completa, utile anche per manutenzioni, ricambi e future verifiche. Approfondimento: reverse engineering di carriponte e macchine.

Dopo l'indagine

La relazione non chiude il discorso: indica fino a quando la macchina può lavorare e a quali condizioni. Se l'uso continua come prima, l'indagine va ripetuta alla scadenza della vita residua; se cambia, conviene aggiornarla. Per i carriponte più impegnati è utile installare un contatore dell'utilizzo che registri carichi e cicli reali: la vita residua si aggiorna con i dati misurati invece che con le stime, e spesso si guadagnano anni di esercizio. Per approfondire il calcolo: vita residua del carroponte, come si calcola.

Verifica ventennale a Taranto, in Puglia, nel Sud Italia e in tutta Italia

Sineco Engineering esegue indagini supplementari ventennali, reverse engineering e calcolo della vita residua di carriponte, gru e paranchi, con controlli non distruttivi eseguiti da operatori certificati di II livello UNI EN ISO 9712. Lavoriamo a Taranto, in Puglia, in Basilicata, in Calabria e in Sicilia, e in tutta Italia con sopralluoghi programmati. Scrivici su WhatsApp indicando portata, anno di costruzione e tipo di impiego, oppure visita la pagina verifiche ventennali di carriponte e gru.